SVEGLIAMOCI

Dopo mesi di silenzio, questo è quanto avrei avuto da dire se non lo avesse gia detto lui. Guardatevi questo video e, se la pensate come me, PASSATE PAROLA, un sorriso a tutti voi e una cascata di energia positiva. (volendo potete guardare anche i video che seguono in successione)

http://www.youtube.com/watch?v=TSrYehXrgDU&feature=relmfu

Disavventura finalmente terminata

  • E’ da un bel po che non vi informo sul proseguimento di questa farsa, scusatemi, ma ho avuto molto da fare ultimamente, non c’è che dire, il 2011 è stato per me un anno intenso, ma oggi vi racconto l’ultima  puntata della vicenda, così se volete ridere un pò con qualcosa che non sia la solita barzelletta scema, avete di che soddisfarvi.
  • Allora……partiamo da dove vi ho lasciati( rif art ” Disavventura ad un punto fermo” cat MONDO STRUTTURA).
  • Era fine ottobre quando vi ho detto che giravo in bici in attesa di prendere una decisione sul da farsi in riferimento alla mia patente di guida. Nelle giornate piu fredde mi servivo dei mezzi pubblici e intanto mi stavo convincendo che si puo vivere anche senza auto, ma io ne avrei fatto a meno solo per un po, il tempo di organizzarmi per andare a Firenze a farmi fare le modifiche, perche, gira gira, non ho trovato officine autorizzate piu vicine disposte a modificare un’auto normale, senza cambio automatico.
  • Sta per arrivare il Natale, i preparativi per le feste, la ricerca dei regali, l’intensa attività lavorativa, mi impegnano, e per un po decido di non pensarci, “rimandiamo a dopo le feste” mi dico, dopotutto forse Rossella di “Via col vento”  non aveva tutti i torti. Domani è un altro giorno.
  • E’ una domenica di metà novembre, sono libera di dedicare il mio tempo a cio che piu mi piace, mi vesto da artista indaffarata con la mia tuta sporca di colori che pare la tavolozza di un pittore surrealista, un basco con visiera che mi scende quasi sul naso perche troppo grande, mi armo di pennelli e bidoni e scendo a dipingere le pareti del garage che io uso come laboratorio da lavoro.
  • Sto sfoderando il mio estro da circa un’ ora quando arriva mia cognata che mi dice di mollare tutto, mi deve portare in un posto per farmi vedere una cosa molto importante.
  • – Non scherzare, non vedi cosa sto facendo e come sono conciata?-
  •  dico continuando il mio lavoro ben decisa a non accettare lo strano invito.
  • Non vi sto a dire l’insistenza, mi prende il pennello di mano, cerca le chiavi per chiudere il garage,
  • – Su, su, dobbiamo andare ti dico, è importante, non si puo rimandare, dobbiamo andare adesso!-
  • Insomma non c’è stato nulla da fare, mi spinge sulla sua macchina e partiamo malgrado i miei borbottamenti che non lasciano nulla sottinteso.
  • Nel mio paese c’è una vecchia caserma in disuso con un grosso piazzale cintato, vedo che imbocca la strada per dirigersi proprio li, e faccio domande che non ottengono risposte chiarificatrici. Arriviamo, entra oltre il muro di cinta.
  • Sul vasto piazzale solitario e silenzioso, mio fratello, con le braccia conserte,al nostro arrivo sorride, con quel suo sorriso di bambino contento, con quel suo sorriso buono che mi ha sempre fatto tenerezza. La mia meraviglia si fa piu grande e le mie domande piu intense. Scendiamo dalla macchina. Il mio fratellone, divertito dalla mia espressione di sconcerto, mi invita a chiudere gli occhi e mi fa promettere di non guardare, insieme mi accompagnano pochi passi piu avanti, appena girato l’angolo ci fermiamo.
  • -Apri gli occhi- mi dicono, e rischio l’infarto.

Vedo lei, Guendalina, Guenda per gli amici.

  • Una bellissima C3 PLURIEL, nera, usata, ma seminuova. 
  • Cambio automatico, impianto GPL, optional cabrio, autoradio, lettore CD e non vi sto a dire che altro.
  • -Buon Natale- mi dicono, ed io, instupidita e senza piu parole, li abbraccio, non smetto di ringraziarli, non so cosa fare, cosa dire, sono meravigliata di aver meritato tanto.
  • Non ho mai guidato un’auto automatica, mio fratello mi spiega come devo fare, saliamo, è bellissima, pulita e profumata come una bomboniera. Faccio il giro del piazzale e scopro che non è poi così difficile, dapprima il piede sinistro cerca la frizione che non trova e la mano corre sul cambio che non serve, ma poi, lentamente, riesco a  coordinare i movimenti.
  • Adesso ho un’auto con cambio automatico, si può fare la modifica (rif art come sopra ) con applicazione di un semplice meccanismo a pedale che sposta l’accellerazione a sinistra, questo perchè io ho la protesi a destra, se l’avessi avuta a sinistra bastava che l’auto fosse automatica senza altre modifiche.
  • -Bene- mi dice il meccanico, certo Gianni, molto disponibile, -ordino il pezzo e la chiamo appena arriva, intanto procedo con la motorizzazione perche c’è una serie di documenti da presentare, poi le dirò quali mi deve portare-
  • Lo osservo, mi ricorda uno stoico cavaliere protetto da una pesante armatura, armato di lancia e scudo, dallo sguardo rassegnato. Il suo accenno all’iter, in verità, sembra piu un ” Bene, comincia la battaglia, salutiamo le famiglie e preghiamo”.
  • Me ne torno a casa serena pensando che forse tra non molto avrò di nuovo la mia patente.
  • Dopo qualche giorno porto a Gianni quel po po di documentazione che gli devo fornire, tra cui c’è il famoso modulo prestampato, con i codici che mi aveva compilato l’ingegnere il giorno della visita con la Commissione Medica.  ( rif sempre allo stesso art di cui sopra ). 
  • Quando mi richiama è per dirmi che il pezzo è arrivato, si puo procedere. Trascorre un’altra settimana e il lavoro è finito, siamo ormai a metà dicembre. Non posso ritirare la macchina perche ora la modifica deve essere collaudata, Gianni mi informa che si è messo in lista, ma la coda è lunga, non pensa di poter passare prima di una decina di giorni. Mi armo di pazienza e aspetto. Arriva il fatidico giorno, il meccanico va al collaudo fornendo tutta la documentazione ma……… sorpresa! c’è un problema.
  • Reca i codici di una modifica inerente ad una macchina normale, quella che ho fatto io invece è la modifica per un’auto automatica, i codici devono essere cambiati.
  • Va bè, direte voi, è un problemino, ma risolvibile, lo penso anch’io ma mi sbaglio.
  • Non è che li puo cambiare chiunque! solo chi ha compilato il modulo lo puo modificare, eh! eh! se no era troppo facile!
  • Ok, l’ingegnere che ha scritto i codici non è di turno, niente collaudo, bisogna tornare con i codici cambiati. Gianni si rivolge all’ufficio per sapere quando sarà presente, purtroppo però è un’impresa anche questa, nessuno lo sa e non ne conosco le motivazioni. Il temerario se ne torna nella sua officina e mi telefona informandomi sui fatti, rimaniamo daccordo che chiamerà ad oltranza l’ufficio fino a quando avrà la sfacciata fortuna di beccare l’ingegnere.
  • Il professionista si è inabissato o è partito per terre sconosciute, arriva Natale, per tutte le feste manco a parlarne, dopo l’epifania si ricomincia con le telefonate, finalmente pare che sarà presente giovedi prossimo, e siamo a metà gennaio. Gianni parte con il prezioso modulo, ma arrivato là, scopre che il tipo ha avuto un imprevisto, non c’è. Ritorna mesto alla sua officina e mi informa. Che facciamo? ridiamo? ci incazziamo? ma……..ci penseremo, per ora rimaniamo inerti.
  • Un’impiegata dell’ufficio si è sbilanciata ad affermare che dovrebbe essere presente il lunedi successivo. Questa volta vado io perche Gianni mi fa gia un po pena.
  • Lunedi 16 gennaio, chiudo lo studio e parto incazzata come una biglia, preoccupata di ciò che potrà succedere agli interni dello stabile della motorizzazione, nel caso dovessero dirmi che non c’è.
  • Ho la fortuna di imbattermi, finalmente, in un’impiegata disponibile e gentile, certa Sig. Semeria, che con i suoi modi  ha il potere di rasserenarmi. Mi comunica che l’ingegnere in effetti è presente, ma, sono le 09.00, ed è gia uscito a fare gli esami di guida. In effetti al mio arrivo, sul piazzale c’era una quantità di persone con dei fogli svolazzanti tra le mani, se devono passare tutti stamattina, penso, poveracci! e te credo! questo o si è sparato tutte le ferie comprese quelle di tutta la famiglia, o ci deve essere qualche problema cui non ci è dato conoscere. Sti poveretti se va bene aspettano da prima di Natale, speriamo non abbiano aspettato sul piazzale.
  • La gentile Sig. Semeria, che si ricorda di me perche era presente il giorno della visita in Commissione, e si meraviglia che io sia ancora a questo punto senza aver risolto nulla,lo chiama al cell, parla qualche secondo e poi mi dice di lasciarle il modulo perche lui non rientrerà prima delle 13.00/14.00, penserà lei a fare tutto, gli farà cambiare i codici e poi mi manderà il modulo a mezzo fax così che il meccanico possa prenotare il collaudo, ritirerà l’originale egli stesso in quella data.
  • Giovedi 19 gennaio, sto lavorando, mi chiama la Semeria, mi passa l’ingegnere che mi fa:
  • -Signora lei ha una macchina con cambio automatico?-
  • -Si-
  • -E deve fare la modifica per la protesi destra?-
  • -Si-
  • -Quindi porta l’accelleratore a sinistra?-
  • -Così pare io debba fare!-
  • -Bene, allora io sto correggendo i codici così fa il collaudo e poi è tutto a posto ok? l’impiegata le darà poi l’appuntamento per la prova pratica arrivederci.-
  • Due ore dopo mi arriva il fax, lo porto a Gianni, che rifà la prenotazione.
  • Che culo, si puo fare il collaudo sulla base dei codici ora esatti.Dopo un’altra settimana ho la  macchina modificata e collaudata, 810.00 euro di spesa.
  • Gianni il temerario mi porta l’auto sotto casa, io non posso guidare, sono tutt’ora senza patente.
  • La gentile sig. Semeria mi chiama e mi dice che posso appuntamentare la prova pratica.
  • – Scusi- chiedo. -Ma io devo dare dimostrazione di saper guidare l’auto modificata giusto?-
  • – Si certo, in quell’occasione l’ingegnere valuterà se lei è in grado di guidare oppure no-
  • In quel momento sto pensando ” E se non gli vado bene  ho fatto tutta sta tiritera per cosa? e mio fratello avrebbe comprato una macchina inutile?”
  • Ma invece dico – Scusi ancora, ma se non posso guidare, come mi alleno ad accellerare e frenare con il piede sinistro?-
  • La poverina, non potendo dare una risposta sensata perche la legge probabilmente non contempla questo interrogativo, aggira la domanda ed io, ancora una volta, come spesso nella mia vita, constato la soddisfazione di aver imparato molto presto l’arte dell’arrangiarsi e saperla sfruttare all’occorrenza.
  • Mi prospetta il 23 febbraio ed io accetto perche tanto se non avrò imparato per allora non imparerò mai, ma……..eh si! so che non ve lo sareste mai aspettato, ma c’è un ma! però tranquilli eh! è una quisquiglia!
  • Il 23 devo consegnare un modulo prestampato, interamente compilato e firmato.
  • Per fortuna non devo andare a prenderlo! e questa è gia una notiziona! me lo manda a mezzo fax.
  • Allora…il modulo dice:
  • 1) scrivere i dati del candidato
  • 2) il candidato deve avere un accompagnatore con età non superiore a 60 e in possesso di patente B da almeno 10 anni.
  • 3) scrivere i dati dell’accompagnatore
  • 4) Tutti i dati dell’auto compresi quelli inerenti all’assicurazione
  • 5) Qualora l’auto fosse intestata ad un’altra persona, tutti i dati dell’intestatario, che dovrà altresì rilasciare consenso scritto all’uso dell’auto per effettuare esame di guida, allegando fotocopia del proprio documento d’identità e dichiarare, sotto la propria responsabilità, di essere consapevole delle pene che la legge commina a coloro che commettono falsità in scritture private.
  • Ovviamente tutto cio, dopo che io avevo gia fornito, fotocopia del libretto della macchina, del foglio di circolazione, del mio certificato di residenza, della mia vecchia patente, e anche quelle inerenti i certificati medici che attestano la mia invalidità, che però sembra non interessare un ciufolo a nessuno.
  • Sper0 nel frattempo di non prendere l’influenza se no sono rovinata,e il 23 febbraio mi reco al fatidico appuntamento accompagnata da mio fratello, che per fortuna non ha ancora 60 anni ed è in possesso di patente B da piu di 10, anche perchè è l’unico in famiglia a saper guidare una macchina con cambio automatico, se no avrei dovuto pagare una persona in grado di farlo.
  • Arriviamo alle 8.30, mi presento allo sportello per avvisare che ci sono, ma ci sono anche circa 50 altre persone fuori sul piazzale, la cosa mi puzza. L’impiegata mi informa che devo attendere, sarò chiamata. Faccio presente che devo consegnare il modulo compilato in ogni sua parte ma dice che devo darlo all’ingegnere quando salirà sulla mia macchina per assistere alla guida.
  • Io e mio fratello ripercorriamo quasi tutta la nostra vita ricordando momenti belli e momenti brutti, i nostri genitori, i nonni, gli zii e i vicini di casa, ci diciamo qualcosa di noi e ci prendiamo anche un po per i fondelli. Tutto cio trasforma l’attesa in un raro momento da ricordare, di quelli che non capitano quasi mai. Meno male perche quando il tipo si decide sono ormai le 11.00 passate. Saliamo in auto, lui ha una cartellina che contiene tutta la mia documentazione, gli allungo il modulo e lui fa – cos’è? –
  • – Mi hanno detto che devo consegnarlo a lei, è il documento che dovevo presentare per accedere all’esame!-
  • Lui lo prende, lo visiona e fa -Ah si!- e con una scrollatina di spalle lo infila nella cartellina.
  • Partiamo, mi fa fare un percorso di 10 minuti, poi mi saluta consegnandomi la patente.
  • Non ci crederete amici ma la tragicomica infinita, in effetti, è FINITA!
  • Non posso spiegarvi come mi sento, ma, per citare un altro grande film…che ve lo dico a fare!
  • Ora vi lascio con l’ennesimo quesito al quale magari meglio di me saprete dare una risposta:
  •  Ma secondo voi, perchè una persona di 61 anni in possesso di patente riconosciuta dalla motorizzazione, non è accettata, dalla motorizzazione stessa, come accompagnatore di un esaminando? e ancora….a 61 anni non siamo piu in grado di ottemperare a queste mansioni ma siamo ancora in grado di lavorare fino all’età della pensione che pare spostarsi sempre piu avanti?
  • Cari ospiti vi ringrazio di essere passati di qua, se ultimamente vi è capitato di incappare in qualche ostacolo burocratico, e non ho dubbi, spero vi sentiate un po meno soli. Saluto tutti caramente.
  •  

Arte a Saint Paul de Vence

  • Ho fotografato un pò di arte per voi amici, io rimango incantata di fronte a tanto estro, e sono sempre alla ricerca di opere dell’umana mano, spero sia anche per voi una dolce visione.
  • Chiedo scusa per le inquadrature a volte non centratissime, ma si tratta di foto rubate, perchè non permettono di fotografare le opere, ma io ci tenevo troppo.

Non so con quale materiale sia fatto ma questo elefante è davvero spettacolare

 

Esempio di come il nostro cervello ricorda le forme, è per questo che in una scultura di questo tipo riusciamo a vedere un uomo anche se non c’è per intero

 

Bronzo e corde, bronzo e legno, pittura.

 

Bronzo su uno sfondo di cielo.

 

Ancora bronzo e pitture che ricordano gli anni ’20.

 

Ferro, pietra, fantasia, e in questo caso, un’attenta osservazione della natura.

 

 

 

 

Sperando di avervi sollazzato un pò, vi saluto in attesa della prossima esposizione. Un abbraccio a tutti.

Arte inganna occhio

Lezione

  • Umani. Gironzolando qua e la ho avuto modo di accorgermi di una cosa alquanto curiosa. Sono innamorato dei vostri cuccioli. Mi incanto a guardare le loro espressioni. I bimbi fino a circa 10 anni sono fantastici, poi cominciano a prendere tante abitudini strane, ma fino a quell’età portano con loro un incredulità nei confronti del mondo, davvero speciale. Curiosi, vogliono sapere tutto, meravigliati, alla continua e instancabile scoperta di ciò che li circonda, usano tutti i sensi all’ennesima potenza, toccano, guardano, ascoltano, affamati di sapere, e imitano. Attenti umani adulti, essi imparano ciò che gli mostrate, assimilano e fanno loro tutto quello che fate, che dite, i concetti che esprimete, quello che scaturisce dalla vostra cultura, dalla vostra istruzione, dalla vostra sensibilità, dalla vostra educazione, dal vostro sentimento.
  • Ho visto genitori inquietarsi con i loro bambini e sgridarli duramente per cose insulse, ho visto una mamma tirare un ceffone al piccolo di 3 o 4 anni perchè la interrompeva mentre chiacchierava con l’amica. Un’altra gridare a squarciagola e inveire contro il suo bambino perchè ha preso un brutto voto a scuola. Ho sentito un maestro sgridare duramente un piccolo che non sapeva la lezione, e poi ho visto di molto peggio, ma voglio parlare solo di particolari occasioni che voi considerate di normale amministrazione.
  • Ma scusate, è così difficile capire che un bambino in compagnia di due donne che se la parlottano dei fatti loro, cerchi l’attenzione della mamma? è normale che faccia di tutto per averla! si sta scocciando! non è un mobile! se per un attimo fate finta di essere lui e lo fate col cuore, lo capite. Più vi osservo, e mi soffermo a guardare i vostri atteggiamenti, la vostra quotidianità, più mi accorgo che volete bene ai vostri piccoli. Ma allora come mai non riuscite a capirli in un frangente tanto semplice? spiegatemi un pò, com’è che se una mamma assiste all’intenzione di chiunque di voler far del male al proprio piccolo, diventa una bestia, sarebbe capace di qualunque cosa, ma poi, quando si trova con un’amica, dimentica del tutto la presenza del bambino, e se lui si fà notare, ella si secca a tal punto da maltrattarlo come uno straccio. Lasciatemelo dire, avete delle usanze alquanto strane!
  • La scuola. Siete sicuri di aver capito a cosa serve? perchè è stata inventata? mi par di capire che dovrebbe essere un’equivalente dei nostri educantieri, dove raduniamo i nostri piccoli per insegnare loro la vita. Voi insegnate a leggere, scrivere e far di conto, ma la vita! chi la insegna ai vostri piccoli? le loro radici, il miracolo che li ha portati su questa terra, chi insegna loro le possibilità infinite che hanno di nutrirsi della grande madre natura? chi insegna loro ad amare? ad esultare? a pazientare? ad aver rispetto per il proprio simile? a condividere con lui un istante di vita anche se non lo conosce? e poi… posso senza indugio affermare che tutti i bambini ricordano perfettamante le favole che gli raccontano gli adulti, perchè non ricordano la lezione? non vi pare troppo facile rispondere semplicemente che è perchè non ha studiato? 
  • Pensate umani, pensate, ponetevi domande, cercate di capire, provate altri sistemi, i vostri non funzionano. Osservate la vostra società e ve ne renderete conto. C’è sempre la possibilità di migliorarsi, fatelo, e fate in modo che non siano più i bambini a fare le spese dei vostri errori. Essi vi amano smisuratamente.
  • Archelfo.

 

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Rieccomi da Alda

  • Come promesso vi mostro altri particolari della fantasia creativa di questa simpatica signora che si autoappella MURIATIC perchè, dice, quando parla lascia sempre il segno, e purtroppo, il più delle volte, acido.
  • A me invece sembra più una persona che dice quello che pensa in modo simpatico, certo coglie aspetti della vita che passano inosservati a tanti, ma non sarebbe un’artista se così non fosse.

                                         Ecco alcune piccole cose appese.

             Una vecchia marionetta sembra pronta ad animarsi

 

Un paio di zoccoli in disuso e ridipinti ornano una parete spoglia della terrazza

 

Padelle e pentolini non sempre servono per cucinare

 

 

 

Anche un vassoio o un tagliere possono diventare quadri che adornano le pareti

 

 

E che ne dite di questo mattarello?

 

E magari… che so…un appoggio per il ferro da stiro

 

E magari nessuno di voi ha mai pensato di far fare l’impugnatura ad una spada come questa. Non indovinereste mai che si tratta di una spada di pesce spada.

 

E questo è il soffitto del terrazzo! quale altro posto sarebbe più azzeccato per riporre la canna da pesca?

 

Un orologio particolare

 

Uno scacciaspiriti di conchiglie

 

Una forma per la torta, sarà una meraviglia una torta a forma di gallina, un portafrutta e un porta spezie, tutto appeso al muro.

 

Un volo d’anatre tiene compagnia alla terrazza solitaria

 

e due arbanelle, in silenzio, se ne stanno appese ai lati della tapparella

 

 

Un portaoggetti è diventato un porta conchiglie e di conchiglie è ornato

 

 

e questa? ve l’avevo gia mostrata? non me lo ricordo, comunque è talmente bella che eventualmente si può rivedere. Stupenda tovaglia!

 

il quadro d’autore

 

Ecco fatto, ora sapete cosa ha appeso Alda alle sue pareti, la prossima volta vedrete le cose posate. Un enorme grazie ad Alda, che quasi quasi ingaggio per il prossimo anno quando dovrò fare i lavori a casa mia, e un abbraccio a voi tutti.

Albero della vita

  • Albero della vita del regno animale del Park di Walt World in Orlando Florida. Non sono riuscita a trovare altri dettagli da darvi, non so neppure se si tratti di arte o di altro, ma mi sembrava bello ed ho voluto condividerlo con voi. Buon novembre a tutti.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Via la spina, via il dolore.

  • A 7 mesi dall’intervento posso davvero dire che la spina non c’è più. Il dolore costante che accompagnava ogni mio giorno, finalmente sparito, dissolto, morto.
  • Credetemi miei ospiti, questa cosa può cambiare la vita.
  • Si, è vero, sono un ‘amputata. E’ ovvio che preferirei avere il mio piede, essere tutta intera, non è bello sapere che te ne manca un pezzo.
  • Ma la vita senza dolore! ti ripaga ampiamente della perdita. Non ricordo più da quanto tempo non mi sentivo così.
  • Se vado indietro con la memoria, mi vengono in mente giorni in cui sentivo male solo se stavo a lungo in piedi, o se mi stancavo più del consueto, se rimanevo a riposo potevo illudermi di avere una vita quasi normale, ma il prezzo era alto. Poi man mano che gli anni passavano, lentamente il malessere si impadroniva di me, tanto da far parte della mia stessa persona, fino a pensarlo come parte unica con il mio corpo. Ci convivevo, semplicemente.
  • Finchè è arrivata quell’infezione provvidenziale. Ho trascorso i primi due mesi versando tutte le mie lacrime, per il dolore, che credetemi è davvero potente, e perchè mi stavo rassegnando ad una vita a metà.
  • Se la cosa può aiutare qualcuno in condizioni analoghe alle mie, vi dico, non pensateci su troppo. Col senno del poi, ora dico ” lo avessi fatto prima!”. Se c’è un dolore persistente, che non vi lascia mai,e vi è stato detto che non c’è nulla da fare, non pensate che ci si può convivere pur di non affrontare l’amputazione.Non accontentatevi di una vita mediocre se non peggio, non chiudetevi in gabbia con le vostre mani. Capisco che sia difficile, ma credetemi, la protesi vi ridà la vita, dopo un pò ci si fà l’abitudine e diventa un pezzo del proprio corpo che risponde quasi ad ogni comando.
  • Io metto la protesi al mattino, come fosse uno stivale, e la tolgo la sera prima di coricarmi, e mi permette di fare cose che da anni non mi permettevo più. Prima mi alzavo dal letto e come infilavo le scarpe…il dolore. Sapevo che avrei dovuto sopportarlo fino a sera, finito il lavoro, e poi veloce a casa, a togliere le scarpe per non sentirlo più.
  • Ora mi alzo, infilo la protesi, le mie scarpe, e via, felice di poter andare al lavoro che svolgo con più interesse, con più soddisfazione. Alle 18/18.30 finisce la mia giornata lavorativa e mi viene voglia di fare una passeggiata o un giro in bici prima di rincasare. E’ incredibile!
  • Le persone che mi conoscono da anni mi dicono che sembro ringiovanita di 20 anni, che ho il viso più disteso, che esprimo serenità.
  • In effetti mi sento così, anche se può sembrare un’idiozia.
  • Il signor Zambon, tecnico ortopedico della Rizzoli di Genova è il professionista che mi ha fatto la protesi. L’ho incontrato per la prima volta al Santa Corona, presentatomi dal dott. Antonini, dopo la decisione presa insieme, di intervenire con amputazione. Mi aveva prospettato la mia vita con la protesi. Non aveva mentito. E’ molto capace, mi ha messo in condizioni di uscire dall’ospedale camminando, e non è cosa da poco. Un grazie immenso a questo bravissimo tecnico paziente e disponibile, anche quando la burocrazia gli mette il bastone tra le ruote. Questa è un’insormontabile barriera di cui parlerò in momenti in cui sarò meno arrabbiata col sistema, se no rischio di fare un casino incomprensibile.
  • Bene,ora vi ho raccontato come sono riuscita a levarmi la spina dolorosa e posso lasciarvi, aggiungo che se qualcuno si trovasse in condizioni analoghe alle mie, mi contatti pure, sarò lieta di aiutare chiunque, per quanto posso, con chiarificazioni e informazioni che riguardano il settore. Ciao a tutti. Viva la vita.

                        ” Da quando ho imparato a camminare mi piace correre”

                                                                         Friedrich Wilhelm Nietzsche

Disavventura ad un punto fermo

  • Vi avevo detto di essere stata chiamata dall’ufficio patenti dell’ASL.
  • Ebbene, senza conoscerne lo scopo, mi assento dal lavoro e mi reco sul posto.
  • Arrivo all’ufficio, aspetto il mio turno, entro, l’impiegato guarda i miei documenti, poi mi guarda e fà:
  • – Perchè è venuta? –
  • Spiego la telefonata
  • – Attenda –
  • Si informa un po qui, un po là, poi mi dice di accomodarmi al piano superiore, vi ricordate quel corridoio dove compare il cartello ” Veterinario”? ( rif. art. “Ennesima disavventura” cat. MONDO STRUTTURA) proprio li. Chiedo:
  • – Scusi…ma dovrò fare la coda come l’altra volta? –
  • – Non si preoccupi signora! sarà la prima. Vada. –
  • Ringrazio e vado. C’è gia una ventina di persone sedute sulla lunga panca e sulle sedie. Chi accavalla alternativamente una gamba, cambiando spesso posizione, chi si alza e fa due passi, chi guarda sovente l’orologio, chi sbuffa. Mi siedo.
  • Dall’ufficio dove la volta scorsa ho fatto la visita con la Commissione Medica, esce un impiegato che chiama un nome. Un’anziana signora si alza ed entra.
  • La cosa si ripete per 3 o 4 volte, poi mi chiamano.
  • All’interno una Commissione Medica diversa da quella precedente. Mi presentano un componente e mi dicono che è l’ingegnere.
  • Praticamente è l’unica persona che si rivolge a me da quel momento, mentre gli altri si fanno più o meno i cavoli loro.
  • Mi spiega che io, portando la protesi, non posso guidare un’auto normale. Devo avere un’auto con cambio automatico o fare le modifiche sulla mia. Se non presento un’auto del genere non posso fare la prova di guida. Chiedo
  • – Scusi, ma il mese scorso mi hanno fatto procedere secondo l’iter per ottenere il foglio rosa! perchè se tanto non potevo averlo? –
  • Lui guarda gli altri appartenenti alla Commissione, ma nessuno lo considera, ogniuno finge di essere impegnato in qualcosa di diverso. L’ingegnere non sa cosa rispondere e procede.
  • – Mi spiace signora, ma bisogna provvedere a questo problema, non sono io che lo chiedo, è la legge. –
  • Non insisto, tanto sarebbe inutile. Aggiunge che mi deve dare dei codici che il meccanico dovrà rispettare.
  • – Che meccanico? – chiedo attonita.
  • – Il meccanico che dovrà farle le dovute modifiche sull’auto. –
  • Allora mi spiega che ci sono alcuni meccanici che hanno la specializzazione in questo campo e dovrò cercarmene uno che faccia al caso mio. Quando saranno state eseguite le modifiche, l’auto dovrà passare al collaudo, dopo di che, forse potrò fare la prova pratica per il rinnovo della patente. Poi si rivolge all’impiegato e chiede
  • – C’è un computer qui? –
  • – Al piano di sopra – risponde il tipo, continuando a riordinare le fotocopie uscenti, imperterrite, da quella macchina infernale che fà un casino indescrivibile, come bestia partoriente una cucciolata senza fine.
  • L’ingegnere si alza ed esce, lasciandomi non vista da tutti, come scopa in uno sgabuzzino. Attendo. Torna, e credendo di fare cosa giusta, mi dice
  • – Ecco vede signora? ho stampato i codici che chiede la legge, sono qui, vede? non sono io che li pretendo. –
  • Li copia su un modulo prestampato e mi consegna il foglio.
  • Esco da quel posto sorridendo. Credo sia questa la mia forza. Penso a chi, per essere al mio posto, pagherebbe qualche anno di vita, anche con gli intoppi burocratici.
  •                 Non lontano da casa mia, ho trovato un meccanico convenzionato, ma si sa, oggi non si è più abituati ad arrangiarsi, se una cosa non va più per qualche motivo, si butta e se ne compra una nuova, questa è la mentalità. Percui il professionista mi dice che è impensabile fare le modifiche sulla mia auto che è gia vecchia, non merita spenderci dei soldi per fare questo tipo di lavoro che mi verrebbe a costare circa 3.000 euro, e poi lui non ha mai fatto modifiche su di un’auto che non avesse il cambio automatico. Il consiglio è di comprare un’auto di quel tipo, poi occorrerà spostare, se ho ben capito, i pedali del freno e dell’accelleratore a sinistra, avendo io la protesi a destra, ed è ovvio che, non essendoci la frizione, la cosa si renderà più facile.
  • Io però ho preso altre informazioni, e so che è possibile modificare anche una macchina normale come la mia, purtroppo l’unica officina meccanica che ho trovato fin’ora e che risponderebbe ai miei bisogni, si trova a Firenze. Dovrò cercare ancora, chissà che non ne trovi una più vicino. Ci ho pensato molto, ma, consultandomi anche con il mio meccanico di fiducia, sono arrivata alla conclusione che, la mia vecchia Punto sia ancora valida, a sentir lui, che mi conosce, e sa che non faccio spesso lunghi viaggi, può scorrazzarmi ancora per 10 buoni anni, il motore è un portento e, importante, è il fatto che ogni volta che si rende necessario  cambiare un pezzo, si trova subito e non costa caro. Ho sentito di auto nuove che danno problemi da far rizzare i capelli. Ora mi domando, ma perchè devo rottamare un’auto ancora in buono stato per comprarne una, rigorosamente di seconda mano, che magari mi farà impazzire ogni 6 mesi? E mi domando ancora, ma non sarebbe meglio che la legge prevedesse un esame pratico, e nel caso fosse ottimale, senza nessuna difficoltà, lasciassero tranquillamente la patente, magari riesaminandola ogni anno?
  • E’ con questi interrogativi che vi lascio a pensare, hai visto mai che trovate una soluzione al mio problema e mi aiutate a risolverlo? nel frattempo ovviamente giro in bici, ma l’inverno è alle porte. Presto saprete come finirà la mia odissea. Ciao a tutti.

Non solo cartoni animati

  • La gente lo chiamava Pippo. Era il ’44 nella mia terra. Era un piccolo aereo che ogni giorno sorvolava il mio paese e semplicemente…lasciava cadere piccole bombe qua e la. Ancora oggi, i nonni che ne parlano non sanno dire da che parte arrivasse, ne di che nazionalità fosse. Mi è capitato di chiedere – era tedesco? – non lo sanno, sanno solo che, oltre agli aerei che bombardavano distruggendo letteralmente il paese, c’era lui, che instancabilmente, come un solerte contadino, seminava paura.
  • Quando passava Pippo bastava trovare un qualsiasi riparo e si poteva stare quasi tranquilli, ma bisognava correre, e il suo rombo, che si sentiva arrivare da lontano, faceva un effetto fuggi fuggi, come una gara a nascondino dopo l’uno, due, tre, pronti…via.
  • Fortunatamente, nella mia terra, oggi Pippo è solo un cartone animato.
  • Invito ogniuno di voi, dopo aver letto questo articolo, a pensare per un minuto, che tutti i bambini del mondo possano presto conoscere Pippo solo con Topolino e Minni. Fidatevi, l’energia positiva che si solleverà dalle vostre menti lascerà il segno.
  •                 Parte di un canto che i giovani soldati cantavano inascoltati. I vecchi del paese lo ricordano così:
  •                              ” Benito Mussolini ha perso l’intelletto,
  •                              fà partire il ’25 che piscia ancor nel letto “
  •                              …………………………………………………….
  •                              ” Il Duce comanda, il Re obbedisce,
  •                              il Popolo patisce, Dio mio quando finisce? “
  •                   Preghiera in voga negli anni fatidici :
  •                               ” Ave Maria Grazia plena
  •                               fà che non suoni la sirena
  •                               fà che non vengan gli aeroplani
  •                              e che io possa dormir fino a domani
  •                              se qualche bomba vuol cader giù
  •                              Madre pietosa soccorrimi Tu
  •                              Gesù Giuseppe e Maria
  •                              fate che gli americani, gli inglesi e i russi 
  •                              perdan la via. 

   

L’immagine qui sopra è stata presa da questo bellissimo sito reportage.

http://www.immaginidistoria.it/immagine1.php?id_img=419&id=19&id_epo=8

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