Italy’s anniversary

  • Fratelli e sorelle d’Italia ( rif. art. ” La sanità come la vede Covatta ” cat. MONDO STRUTTURA ) ha presentato, in qualità di ospite, Paolo Villaggio.
  • Di rado intervistato è questa una persona, che mi piacerebbe ascoltare piu spesso. Attore comico e non, di cinema e di teatro, giornalista e scrittore, cabarettista,cantautore e autore di musiche, meritevole di premi quali il David di Donatello per miglior attore protagonista, David di Donatello alla carriera, Leone d’Oro alla carriera, Nastro d’Argento, e un’onorificenza a Commendatore Ordine al Merito della Repubblica Italiana, è considerato dai più un povero imbecillotto sfigato, figura piu volte da lui interpretata, sovrapponendo in modo tendenzioso, il  protagonista di tanti suoi films, all’uomo reale.
  • Penso che questo magnifico attore genovese potrebbe aver molto da dire se lo si interrogasse, molto da insegnare, con un’esperienza di vita non sempre florida ed agiata.
  • A ” Fratelli e sorelle d’Italia ” ha raccontato il suo vissuto in una giornata particolare, quella del 25 aprile del1945.
  • Villaggio si è vestito del ricordo di quel giorno, ripercorrendo i momenti piu significativi con un’enfasi che trascinava. Lui era ancora una volta là, riviveva le sensazioni, le impressioni forti, dirompenti, e ascoltandolo non si poteva fare a meno di viverle con lui.
  • Genova. Il giorno della liberazione.
  • ” Il piu bel momento della storia d’Italia ” mentre dice questa frase,Villaggio sembra comunicare con lo sguardo il dispiacere che se ne sia dimenticato il senso vero.
  • ” Papà chiude le imposte, noi bambini si guarda tra le fessure ” e poi aggiunge, ” da quel piccolo spazio si vede una giornata di sole magnifica “, un breve momento, ma narrato con un’abbandonata espressione trasognata, lo seguo, senza una precisa volontà, senza sostegno, totalmente coinvolta.
  • ” Tutto a un tratto si sente un rumore di motoretta, sapete quelle moto  sidecar col seggiolino a fianco, lo vediamo arrivare con due tedeschi a bordo, giovani, quasi due bambini. Ci stiamo ancora chiedendo cosa stia per succedere quando una scarica di mitra li uccide tutti e due sul colpo. Pensate quando avranno detto alle loro mamme che non c’erano più. La guerra guardate,è l’invenzione umana piu stupida che ci sia.
  • Dopo poco gli abitanti del rione cominciano ad uscire disorientati, curiosi, in attesa di qualcosa. Si muovono lenti, c’è un silenzio di vetro. ” 
  • Il paragone mi immobilizza. Come fa, con così poche parole, a farti percepire il clima, i suoni, i sentimenti, a farti acuire i sensi tanto da riuscire quasi a toccare il passato come fosse il presente!
  • ” Con circospezione usciamo anche noi, ci guardiamo l’un l’altro in silenzio, finchè mio padre, forse piu intraprendente, sale su una panchina e grida forte:- è finita la guerraaaa! –
  •  Un’esplosione di gioia fragorosa invade l’aria,che il carnevale di Rio è una stronzata al confronto! una matassa di gente felice che ride, si agita festosa, si abbraccia. Anche mio padre che non si complimentava mai con nessuno, adesso abbraccia dei perfetti sconosciuti.  Poi… burubum burubum….silenzio. Arriva un tirannosauro con un clangore pazzesco. L’ottava armata americana fa il suo ingresso in città. Si apre il portellone e io vedo il primo uomo nero della mia vita uscire prima con la testa, poi con mezzo corpo, e  comincia a lanciare sigarette. Eravamo poveri! ragazzi! tutti si lanciano a raccoglierle e intanto burubum burubum, cannoni, carri armati, cingolati, cannoni, cingolati, avanza un’enorme impressionante processione. Volano calze di seta, cioccolata e penne biro. Non potete capire cosa sia prendere al volo una penna come quella! sono magiche quelle penne, scrivono senza inchiostro! “
  • Nostalgia del momento, dolore, rimpianto di una vita serena, i sentimenti si accavallano, non li riconosci, ti sommergono e ti portano via, e si mischiano al ricordo di tanti ragazzi morti per niente, di tante donne senza piu lacrime, bambini scappare con le mani sulla testa a coprirsi nel caso la bomba fosse caduta proprio li, e allora devi accettarlo, per forza, e capisci quanto sei impotente, quanto non vali niente.
  • ” Notte e giorno per sette giorni durò la sfilata mostruosa dei mezzi ferrosi, tanto attesi, forti, amici, salvatori. Noi, ammirati, di fronte a questo spettacolo incredibile, notte e giorno lo seguimmo. Una notte, verso le due, ricordo che il vecchio ingegner Pisano si rivolse a mio padre, che fingeva indifferenza al fenomeno, invece anche lui….. e gli disse:-
  • – Scusi…ma secondo lei….quello di Roma, pelato, poveraccio che….. cosa cazzo gli è venuto in mente di dichiarare guerra a questi! – 

Un bel sito da visitare:http://www.sassomarconifoto.it/comune/storia/settembre1943.html

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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